Livorno, 28 giugno 2007 – Tutto il repertorio tipologico , pittorico e cartaceo, a cui Piero Ungheretti dedicò la sua trentennale attività di restauratore é rappresentato nella mostra Arte restituita. In ricordo di Piero Ungheretti che é stata inaugurata domenica 1° luglio ai Granai di villa Mimbelli, alla presenza del sindaco Alessandro Cosimi e dell’assessore alle Culture Massimo Guantini.
Un consistente nucleo di opere su tela, carta e legno di proprietà del Comune di Livorno, restaurate e conservate dal noto restauratore tragicamente scomparso, rimarranno esposte fino al 12 agosto prossimo, a testimonianza della sua grande professionalità e specializzazione , del suo ingegno sapientemente impiegato per conservare un patrimonio pubblico , storico e artistico, che altrimenti sarebbe andato perduto.
Arte restituita. In ricordo di Piero Ungheretti conta più di 70 opere del patrimonio museale divise per gruppi omogenei : icone, manifesti, opere di grafica, acqueforti e disegni, dipinti e carte . Tutte opere che , grazie alla perizia tecnico scientifica del restauratore livornese (era un ingegnere chimico), abbinata ad una manualità artigiana, hanno riacquistato la freschezza e la bellezza originaria.
Arte restituita. In ricordo di Piero Ungheretti
Novembre 11, 2009Marco Susini
Novembre 11, 2009E’ nato a Collesalvetti (Livorno) il 18 novembre 1955. Ha svolto fin dalla giovane età attività politica nelle file PCI. Dal 1975 al 1990 è stato consigliere comunale a Collesalvetti. Successivamente, dal 1990 al 1999, ha ricoperto la stessa carica presso il Consiglio Comunale di Livorno.
Dal 1988 al 1990 ha ricoperto anche la carica di Segretario cittadino del PCI a Livorno. Dal 1991 al 1996 è stato Segretario della Federazione Provinciale del PDS di Livorno.
Per molti anni è stato anche segretario della sezione del PDS nel quartiere di Shangai, a quell’epoca uno dei rioni più poveri della città di Livorno.
Nel 1996 è stato eletto alla Camera dei Deputati, elezione confermata nel 2001. Durante la XIV Legislatura, nella Commissione Parlamentare per la Riforma Amministrativa ha ricoperto il ruolo di capogruppo dei DS-Ulivo.
Nel 2006, terminato il secondo mandato parlamentare, è stato eletto alla presidenza dell’ Interporto Toscano Amerigo Vespucci, che ha sede a Guasticce, nel comune di Collesalvetti (Livorno).
Dal 2006 è membro del Consiglio Direttivo di U.I.R. (Unione Interporti Riuniti)
LIBRI DI MARCO SUSINI
Ulvi Liegi
Novembre 11, 2009Anagramma di Luigi Levi, suo vero nome, l’artista nacque a Livorno nel 1858 da una ricca famiglia ebraica. Compì i suoi primi studi artistici, sotto la supervisione di Luigi Corsi e Carlo Markò. L’influenza macchiaiola appresa in questi anni si rafforza dal 1880 quando il giovane si trasferisce a Firenze per seguire i corsi dell’Accademia fiorentina. A Firenze diviene amico e discepolo di Telemaco Signorini e successivamente di Giovanni Fattori del quale segue con passione gli studi di pittura e acquaforte.
Nel corso degli anni ottanta la sua ricerca si mantiene nel solco della pittura macchiaiola, almeno sino al 1889, quando Liegi decide di partire per Parigi dove probabilmente viene a contatto con Alfredo Muller allora interessato a Cèzanne e agli epigoni dell’impressionismo francese. Da questo incontro e da quello successivo con Zandomeneghi, Liegi trae importanti insegnamenti che lo allontaneranno inevitabilmente dalle impostazioni macchiaiole e fattoriane per una maggiore apertura verso le matrici postimpressioniste.
Luciano Luisi
Novembre 11, 2009Luciano Luisi è nato a Livorno il 13 marzo 1924. E’ stato un protagonista di primo piano della televisione italiana, per la quale ha curato numerosi programmi culturali. Ha insegnato all’Università “Pro Deo” di Roma e all’Accademia di Belle Arti di Foggia (Storia dell’Arte). E’ uno dei più apprezzati poeti italiani contemporanei.
Ha diretto la collana di saggistica del Premio Fiuggi e, con Cosimo Fornaro, quella del premio “Gli ori di Taranto”. Ha curato monografie dedicate a poeti e scrittori (Luzi, Prisco, Pratolini, Sciascia , Miscia) e ad artisti figurativi (Greco, Guttuso, Vespignani e tanti altri).
Ha pubblicato numerosi libri, tra i quali:
“Racconto e altri versi” (Guanda, 1949);
“Piazza Grande” (Cappelli, 1951), pref. di Giorgio Caproni;
“Un pugno di tempo” (Guanda, 1967, 1968), premio Chianciano;
“Amar perdona” (Quaderni di Piazza Navona, 1979) ;
“La vita che non muta” (Premio Pandolfo, Edizione del Premio, 1980);
“Nella cronaca” (Dossier Arte, 1982);
“La sapienza del cuore” (Rusconi, 1986, 1987³), che ha ricevuto 9 premi;
“Io dico una conchiglia” (Galleria Poggiali e Forconi, 1989);
“Il doppio segno” (Schena , 1994);
“Il giardino e altri aiku” (Marco, 1998);
“Il silenzio” (Book, 1998), premi Brianza e Marineo;
“La farfalla vanesia, poesie per bambini” (Paideia, 2000).
Ha tradotto duecento poesie d’amore di tutte le letterature raccogliendole nel volume “Luna d’amore” (Newton Compton, 1989).
Altre sue opere:
“Le mani nel sacco” (romanzo, Camunia, 1992);
“Livorno storia e memoria” (prose e poesie, Nuova Fortezza, 1994);
Nel 2001 è stata pubblicata una raccolta di interviste-conversazioni intitolata “Lo scrittore e l’uomo” (Mucchi).
Ha curato un’antologia di poesie italiane dedicate alla figura padre dal titolo “A mio padre…“(Newton, 1996), e una di poesie dedicate a quella della madre: “In queste braccia” (San Paolo, 2003).
Portano la sua firma anche:
“Inoltre, Nonostante” (Passigli, 2004), premi Il Ceppo e Roberto Farina;
“Poesie d’amore” (Newton Compton, 2004);
“Poesie d’amore di tutte le letterature” (Newton Compton per conto dell’Arena di Verona, 2004).
Per il teatro ha scritto “Eloisa e Abelardo“, racconto in versi per tre voci.
Plinio Nomellini
Novembre 11, 2009Plinio Nomellini nacque a Livorno il 6 agosto 1866. Trascorse gli anni dell’infanzia in parte a Livorno e in parte a Cagliari, dove il padre, impiegato della dogana, fu temporaneamente trasferito. Nel 1885, grazie a un assegno annuale di studio ricevuto dal Comune di Livorno, potè iscriversi al Regio Istituto di Belle Arti di Firenze dove fu allievo di Giovanni Fattori. A insegnargli i primi rudimenti della pittura era stato il pittore livornese Natale Betti.
Nel 1890 si trasferì a Genova; fece la conoscenza di molti artisti, tra i quali Pellizza da Volpedo. Si dedicò anche alla politica attiva schierandosi con il movimento anarchico. Questa scelta di campo gli costò l’arresto e un processo, dal quale potè uscire senza danni grazie alla testimonianza dell’amico Telemaco Signorini.
Nel 1902 andò a vivere a Torre del Lago.
Nel 1907 con Galileo Chini e Gaetano Previati allestì la “Sala del sogno” alla VII Biennale di Venezia; questa iniziativa ottenne un grande risalto.
Nel 1908 si trasferì a Viareggio. In Versilia ci rimase fino al 1919; poi si spostò a Firenze. Durante quegli anni trascorse numerosi periodi a Capri, a Quercianella e all’Isola d’Elba, dove nel 1927 aveva costruito una casa (a Marina di Campo).
Morì a Firenze l’8 agosto del 1943.
Pubblicato da Roberto Carlo Malfatti
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